Visualizzazione post con etichetta gluten free. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gluten free. Mostra tutti i post

domenica 19 aprile 2015

Dolce domenica...

Un assaggio di quello che potrà essere il dolce per la festa della Mamma... E' una torta con farina di grano saraceno, senza zucchero, nè uova, nè latte, nè burro, nonostante ci sia il budino al cioccolato!!!
Ecco gli ingredienti:
250 gr di farina di grano saraceno
100 gr di margarina di soja o vegetale
80 gr circa di miele
1/2 bicchiere di latte di soja
pizzico di sale
una busta di budino bio al cioccolato da zuccherare
e 1/2 lt di latte di soja o vegetale + 2 cucchiai di miele
Prepariamo la frolla nel modo classico: farina, sale, margarina lavorati con le mani, poi aggiungiamo il miele e il latte (se risulta troppo morbido, aggiungere farina) e formiamo una bella palla omogenea che metteremo in frigo avvolta nella pellicola a riposare.
Nel frattempo prepariamo il budino con il latte di soja (o un altro vegetale) seguendo le istruzioni, mettendo il miele al posto dello zucchero. Una volta pronto lo mettiamo a raffreddare.
Stendiamo la frolla nella teglia, togliendo l'impasto in eccesso, se ce n'è, la bucherelliamo qua e là e sopra posizioniamo un pezzo di carta forno con dei legumi secchi: dobbiamo ottenere una cottura "bianca", infornando in forno già caldo per 25 min circa a 180°C.
Quando è pronta, la lasciamo riposare senza i legumi sopra in forno ancora 10 min.
Quindi sforniamo sul piatto da portata, e farciamo con il budino!!! ^_^
Se abbiamo tolto dell'impasto in eccesso, possiamo fare dei biscottini per decorarla, altrimenti possiamo tagliare delle fragole e servirle con una fetta (alla volta!!!)
E nonostante le foto orribili, il dolce è una vera delizia!!!
Un pensiero d'Amore per ogni cuore che ho posto sulla torta...
Un pensiero di Pace per ogni anima che se ne ciba...
Un pensiero di Gioia per ogni persona a cui ho inviato Luce mentre lo cucinavo...

Buone magie a tutti!!!
^_^

martedì 16 settembre 2014

Parole sacre... e ricetta settembrina

Gli orari diversi a scuola di quest'anno, forse mi permetteranno di avere un po' di tempo per me... Quindi questa mattina, ne ho approfittato per fare un giro tra i miei blog preferiti ed ho trovato un post che devo necessariamente segnalare, poiché usa parole "sacre" che non avrei saputo dire meglio... In questo mio spazio web, uso tutta la magia di cui posso essere capace, ma credo che la magia più grande sia quella di non smettere mai di stupirsi davanti all'energia incredibile che affiora da una trasformazione messa in atto con Amore... Un'alchimia... tra ciò che abbiamo tra le mani e la nostra scintilla divina sempre attiva ed operosa... Se ne diveniamo consapevoli, le magie saranno davvero tante!!!
Virtualmente offro a voi e a Selva della Luna una fetta di questo dolce vegano e gluten-free
Tarte Tatin di grano saraceno con fichi freschi e gelatina di rosa
200 gr di farina di grano saraceno (meglio se fresca)
100 gr di margarina di soja
un bicchiere di latte di soja
80 gr di zucchero di canna + due cucchiai
mezzo cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale
4 o 5 fichi freschi maturi, ma sodi
3 cucchiai di gelatina di rose
1 cucchiaio di acqua di rosa
Preparazione. In un recipiente mescolare la farina, il sale il bicarbonato e lo zucchero e lavorare con la margarina (come per la frolla, per intenderci). Aggiungere il latte e amalgamare bene.
Sul fondo della teglia da forno scelta distribuire i due cucchiai di zucchero e adagiarvi i fichi tagliati a fette (io tolgo la buccia, ma è facoltativo...), poi mettere sopra il composto e livellarlo bene.
Infornare a forno già caldo a 180° per circa 30 min. poi (dopo aver fatto la prova dello stecchetto) mettere a raffreddare su una gratella.
Prima che la torta si raffreddi del tutto, mettere in un pentolino l'acqua di rose e la gelatina, scaldando a fuoco bassissimo, fino a che si scioglie il tutto un pochino. Quindi distribuire sul dolce e lasciar raffreddare completamente. Decorare con qualche petalo di rosa.
E' un dolce deciso: consiglio di accompagnargli un tè classico, come un Earl Grey liscio con poco zucchero. Qui un'altra mia ricetta con il connubio grano saraceno&fichi...
La magia degli ingredienti: il grano saraceno, usato per un dolce della domenica, anche se non è propriamente un parente del grano, acquisisce la forza del Sole; i fichi freschi, colti e subito utilizzati, hanno in sè tutta l'energia del Sole estivo e la forza dell'albero sacro cui appartengono...
Il fico (insieme all'ulivo) è uno degli alberi più antichi del mondo. Era utilizzato nell'antico Egitto per costruire i sarcofagi, era sacro ad Iside e Osiride. Era considerato albero della Vita e della Morte. Gli Egizi pensavano che il suo legno fosse un potente talismano nell'Aldilà e che il suo succo desse poteri straordinari. Nell'antica Roma era considerato di buon auspicio e perciò sempre presente nei fori e in Grecia era l'albero sacro ad Atena, dea della saggezza.
I frutti ricordano il seno turgido (non a caso quando se ne raccoglie, esce il "latte") e la vulva: perciò sono da sempre simbolo di abbondanza, di fertilità e di femminilità.
La gelatina e l'acqua di rosa danno un tocco prettamente femminile.
Ho preparato questo dolce la domenica dopo aver finito i lavori in casa quest'estate... Ho pensato che questa alchimia potesse avere il potere giusto per inaugurare una nuova energia nel nostro nido...
L'energia femminile e quella maschile, in un equilibrio... in un alternarsi... magico e potente...
 Buone magie a tutti!!!
^_^

sabato 19 ottobre 2013

Il mais, Saturno e i Nativi.

(Foto dal web)
Saturno è il pianeta più lontano dalla Terra e dal Sole. 
Ha un percorso lento e impiega 30 anni per percorrere l'intero zodiaco.
Il suo simbolo...
contiene la croce (come quello di Giove o di Venere), ma ha un forte radicamento alle cose terrene (l'onda che va verso il basso e curva verso destra). E' serio e rigoroso e se il rigore è spinto all'eccesso può condurre all'isolamento...
I Nativi Americani sono molto legati alla Terra e sul loro volto serio e rugoso si vede il "marchio" di Saturno...
Il loro alimento principe era il mais, prezioso chicco dorato racchiuso tra diversi strati di foglie...
Il giorno di Saturno è il giorno della riflessione: si "sfoglia" l'interiorità umana e si guarda la settimana appena conclusa, si fa ordine e si procede fino al proprio e personale "chicco dorato"...
Già se ne cibavano gli Incas nel Perù, i Maya e gli Aztechi in Messico e Guatemala. I Nativi lo consideravanoo un dono degli dei e lo celebravano con grandi feste in occasione della semina e del raccolto.
Non mi soffermo ad approfondire da un punto di vista storico quale sorte abbiano subito i Nativi e il loro "oro"... Dirò solo che il loro attaccamento alla Madre Terra è il motivo per cui mi sento così vicina al loro modo di pensare e di vivere!!!
Se vogliamo, possiamo vedere una "legge del contrappasso" in ciò che è accaduto agli europei che si sono cibati di solo mais per lungo tempo: la pellagra era una malattia che ha decimato la popolazione che si nutriva di sola polenta, data la povertà dilagante. (La prima rapida diffusione del mais in Europa si ebbe nel 1600 nelle regioni Balcaniche, allora facenti parte dell'impero Ottomano,  grazie alle condizioni climatiche favorevoli che assicuravano produzioni di granella più che doppie rispetto ai cereali tradizionali. Qualche tempo dopo il mais iniziò a diffondersi in Italia, probabilmente con varietà provenienti dai vicini Balcani (da cui forse deriva il nome popolare di «granturco»). Le regioni padane, e in particolare quelle nord-orientali, grazie al clima favorevole furono quelle che introdussero il mais nei loro ordinamenti colturali con larghezza tuttora insuperata.)
Certo è che la dieta dei Nativi era tale per cui nelle loro tribù non si è mai manifestata tale malattia!!!
Le proteine del mais sono prive di glutine, contiengono però zuccheri e amidi e hanno un effetto stimolante sul metabolismo del sistema muscolare.
Ha una spiga diversa da quella degli altri cereali: più grande, pesante, con chicchi ben più duri... e protetti da tante foglie, che li fanno maturare al riparo della luce solare e questo sembra davvero una magia, se pensiamo che sono gialli proprio come il Sole invece!!! E' come se ne assorbisse i raggi e il calore e lo conservasse all'interno...
(E' un po' ciò che succede anche alle olive: assorbono il calore del sole e lo rilasciano piano piano con l'olio che da loro si produce... Ecco perchè gli antichi lo usavano come cibo, come medicina e come combustibile per le loro lampade... No, non sto divagando!!!)
Nelle zone Padane i nostri antenati mangiavano polenta come unico pane (non c'era sempre la pasta, ammesso che ci fosse modo di avere farina per farla!!!) e la si mangiava soprattutto in inverno. Perchè? Perchè il suo colore scalda il cuore di chi se ne ciba: il giallo intenso risveglia il Sole dentro ogni commensale e non a caso sulla forma di polenta veniva posta una croce a benedizione del cibo che si stava per consumare e a protezione di chi ne avrebbe consumato. Il Mais è dunque uno dei cibi magici che danno protezione.
Allora ho preparato un connubbio tra polenta e fagioli rossi,
di quelli che di mangiano con le tortillias 
ed ecco qui la mia ricetta di oggi: Fagioli Fushion & polenta

Ammolliamo 300 gr di fagioli rossi (per 2 persone) dalla sera prima (devono stare a mollo almeno 24 ore, così si riducono i tempi di cottura; oppure comprateli già cotti e buttate via quasi tutto il liquido di conservazione)
Il giorno dopo cuoceteli per almeno 45 min in acqua non salata con un pezzetto di alga kombu ( se son già cotti, metteteli direttamente sul fuoco).
Quando saranno pronti, passateli in una padella capiente, in cui avrete fatto stufare una cipolla rossa a fettine sottili con poco olio e.v.o. Aggiungete salsa di pomodoro a piacere (almeno mezza tazza). Aggiungete salsa di soja q.b. e un cucchiaino scarso di tandoori, quello con tanta paprica però, lasciando che si addensi il sughetto. Mescolate e alla fine cospargete di prezzemolo tritato fresco.
Nel frattempo portate a bollore acqua salata per la vostra polenta: io uso quella rapida per diminuire i tempi (solo per la polenta adotto questa filosofia!!!) e utilizzo 125 gr di farina ogni 250 ml d'acqua. Fate voi le proporzioni a seconda di quanto sia "polentone" vostro marito o, comunque, chi condivide con voi il pasto.
La forma della stella è simbolo di protezione per eccellenza (con il cerchio): ricordatevi di porla sulla polenta prima di servirla e insieme alle cipolle, al prezzemolo e alle spezie si avrà un bell'effetto anti-influenze negative (di qualunque siano le loro origini!!!). Questa è una ricetta semplicissima, veloce e gustosa, oltre che assolutamente gluten-free e vegan!!!
E così ho completato l'argomento dei "cereali nel ritmo dei giorni della settimana"...

Buone magie a tutti!!!

giovedì 8 agosto 2013

Torta di pesche con farina di riso integrale e miglio, senza zucchero e senza uova

Ieri era il mio compleanno e per l'occasione ho preparato questo dolce leggero, quasi etereo...
L'ho voluto così per il mio bisogno di staccarmi per un po' dai cereali della famiglia del frumento, perchè ultimamente io e mio marito abbiamo notato un gonfiore addominale che ci infastidisce (e non per una questione estetica... ma di salute reale!). Così ho pensato di togliere il glutine per almeno un mesetto dalla nostra dieta, per vederne gli effetti... aiutati nche dal fatto che il mulino, da cui compro il farro da macinarmi in casa, è chiuso fino a fine agosto!!!
E ieri, essendo un giorno "speciale" in famiglia, ha visto la preparazione di un menù speciale:
  • orate al forno
  • anelli di totano in umido
  • e questa torta...
Ingredienti:
200 gr di farina di riso integrale
50 gr di farina di miglio
100 gr di margarina di soja (o di burro bio)
200 ml di panna bio
4 cucchiai circa di marmellata di pesche senza zucchero
1 banana matura
1 pesca matura ma soda
1 cucchiaio di miele (io ho usato quello d'arancio)
1 bustina di cremortartaro
1 pizzico di sale

Ho miscelato le farine (prodotte fresche con il mio mulino magico casalingo), il lievito e il sale.
Ho lavorato con la margarina, quindi ho aggiunto la banana frullata (la cui consistenza sostituisce le uova!)e poi la panna montata un poco con il miele.
Ho acceso il forno a 200°C con una ciotola d'acqua all'interno; ho messo il composto nella teglia rotonda, ho livellato, ho distribuito la marmellata sulla superficie e poi le fettine di pesca.
Ho infornato per 40 min circa 180° e ho lasciato raffreddare bene prima di gustare.

Ho usato farina di riso (integrale, naturalmente) poichè questo è il cereale della Dea, legato alle Acque, alla Luna e alla Femminilità; la farina di miglio, perchè ieri era mercoledì e questo è il cereale di Mercurio; il miele, simbolo "del nutrimento che viene dalla Natura e dalla Madre Terra, della ricchezza materiale, ma anche della ricchezza interiore, della dolcezza e dell’amore che desideriamo e che dobbiamo concederci per primi; e, infine, per la sua valenza simbolica di cibo adatto agli dei, riconoscendo il valore sacro della nostra persona nell’assumerlo."
Ho utilizzato la panna per la sua parte di grassi che fanno bene, proteine e come simbolo della maternità (la mucca e il suo vitello, simbolo di madre e figlio).
Purtroppo non sono riuscita a fare alcun rito per Lughnasah, ma è bello sapere di essere nata a ridosso di una festa così bella, una dei momenti più significativi dell'anno magico...

Ho cominciato ad approfondire lo studio sulle rune... E' un mondo affascinante e meraviglioso...

Buone magie a tutti!!!



lunedì 6 agosto 2012

Il riso, cibo della Luna

 (foto dal web)

Il riso è considerato una delle piante coltivate più importanti del Pianeta perchè rappresenta il principale mezzo di sostentamento di più della metà della popolazione mondiale.
E' così importante e basilare per un asiatico che se perderà il lavoro non dirà, "ho perso il mio pane quotidiano", bensì "mi si è rotta la ciotola del riso"!!!
Il riso cresce nell'acqua, perciò è strettamente legato a tutte quelle forze che regolano le acque e il pianeta che ne controlla le energie è la LUNA, pianeta satellite, per la verità, più vicina alla Terra che al Sole, con un'influenza magica su tutte le acque del nostro pianeta, con tutto ciò che questo comporta (per approfondire, QUI è l'ideale)
Essendo la radice del riso poco sviluppata, minore è la sua predisposizione alla mineralizzazione; ne conseguirà maggior digeribilità e capacità di espulsione dei liquidi in eccesso, dato il suo bassissimo contenuto si sodio.
I popoli che se ne cibano da millenni sono più contemplativi, come del resto lo è un animo più dedito alle influenze lunari, mentre uno solare è più attivo e vigoroso... Questo anche in virtù della notevole quantità di zolfo in esso contenuto: lo zolfo infatti opera un abbassamento della coscienza, a favore delle attività metaboliche. Tutte le piante sulfuree ( liliacee, come la cipolla, o crucifere, come il finocchio) stimolano i succhi digestivi e in medicina lo zolfo è usato come sonnifero e se si pensa alla Luna ciò che sovviene è senz'altro un qualcosa di eterico e trasognante, no?
(foto dal web)
Ebbene, per il pranzo di oggi, dato il clima, ho pensato ad una ricetta alternativa al classico risotto...
Spaghetti di riso con champignon e pesto di basilico, portulaca e pomodoro fresco
La portulaca è un'erba spontanea che cresce con facilità nel mio orto di casa: ne ho scoperto le mille virtù l'anno scorso. Così ora la uso per fare un pesto rustico o la aggiungo alle insalate, per via del suo sapore fresco e delicato.
Frullata con del basilico, poco sale, olio evo e qualche pinolo, ottengo un pesto fresco e delicato...
da aggiungere alla pasta...
Ma andiamo con ordine... ecco gli ingredienti per 2 persone:
140 gr di spaghetti di riso
500 gr di champignon freschi
mezza cipolla rossa
un ciuffo di basilico
2 o 3 rametti di portulaca
1 pomodoro perino medio
olio evo e sale alle erbe qb
poca salsa di soja
Metto a cuocere gli champigno, dopo averli lavati, in una padella con poco olio e la mezza cipolla tritata grossolanamente già stufata: lascio coperto, mescolando ogni tanto. Quando sono pronti, regolo di sale e lascio riposare.
Cuocio anche gli spaghetti, seguendo le modalità e i tempi di cottura riportati sulla confezione (ogni azienda dà le proprie!) e nel frattempo frullo gli ingredienti per il pesto rustico, tenendo da parte qualche fogliolina di basilico e qualche pezzetto di pomodoro per le decorazioni dei piatti.
Scolo gli spaghetti, li faccio saltare in padella con poco olio, la salsa di soja, i funghi e il pesto.
Impiatto e decoro con quel che ho tenuto da parte...
Veloce, nutriente e altamente digeribile; anche se i funghi non sono di stagione, gli champignon sono freschi e danno sali minerali, di cui l'organismo ha bisogno quando fa caldo, e poche calorie.

Buone magie a tutti!!!

mercoledì 1 agosto 2012

Ricetta con miglio speziato: cibo del dio Mercurio

Avevo già parlato della ritmicità dei cereali in relazione ai giorni della settimana (qui), riferendomi ai libri di Emma Graf proprio sull'argomento: ogni giorno della settimana è dedicato ad un pianeta ed ogni pianeta influenza un cereale, nella sua formazione e maturazione.
Ebbene oggi è MERCOLEDI' e come tale è il giorno dedicato a Mercurio, dio alato, messaggero degli dei, grande trasformatore e guaritore, che congiunge cielo e terra.
Il simbolo di Mercurio è:
è il pianeta del sistema solare  più vicino al Sole. In astrologia, indica il tipo di intelligenza, l'astuzia, l'apprendimento, l'agilità e la lucidità mentale, lo spirito critico, i riflessi e le capacità comunicative dell'individuo. In altre parole, Mercurio indica il modo di pensare e di reagire delle persone agli stimoli intellettuali.
Non è un caso dunque se il cereale a lui corrispondente è il MIGLIO: oltre alle protreine e ai minerali contenuti nei suoi chicci, duri granellini coriacei, contiene una grande quantità di SILICIO, indispensabile per la nostra percezione del mondo. 
Il miglio lascia la pelle liscia, conferisce bellezza e splendore a unghie e capelli e favorisce la vista.
Oggi ho pensato allora di preparare un piattino proprio con questo cereale, così misfrattato dalle nostre tavole abitudinarie (è più usato nei paesi nordici: basti leggere la favola dei fratelli Grimm "La pappa dolce", che narra di una magica crema a base di miglio!!!)

Oggi ho preparato delle  
Cupolette di miglio speziato con verdure e pesto tiepido di melanzana e pomodoro:

Ingredienti per 2 persone:
180 gr di miglio decorticato bio
1 cipolla 
2 carote
1 zucchina
1 melanzana
3 pomodori perini maturi
1/2 lt di brodo vegetale
olio evo e sale alle erbe q.b.
un ciuffetto di prezzemolo 
10 foglie di basilico
poco origano
1 cucchiaino di misto spezie per tajine (Cannamela)
Come si fa:
trito grossolanamente la cipolla e ne metto 2/3 in una padella con un po' di olio e poco brodo; lascio stufare e poi aggiungo la zucchina e le carote tagliate a rondelle e/o a tocchetti. Quindi aggiungo il miglio e tanto brodo quanto ne serve per coprire il tutto; abbasso la fiamma e lascio cuocere, coperto, per almeno 15/20 min, facendo attenzione che non si attacchi.
Nel frattempo pulisco e taglio a dadini la melanzana e la metto in un'altra padella, dove avrò fatto stufare la cipolla rimanente con poco olio e poca acqua e lascio cuocere un pochino. Quando le melanzane sono morbide, aggiungo i pomodori e regolo di sale.
Aggiungo ora al miglio un cucchiaino di misto spezie per tajine (contiene: paprica dolce, cumino, zenzero, cannella, curcuma, menta e coriandolo. E' una miscela che prende nome da un piatto a base di carne in umido, tipico nord africano, più che altro marocchino) e mescolo bene. Lascio riposare e intanto frullo la melanzana coi pomodori, il prezzemolo, l'origano e il basilico con poco olio, regolando di sale, se necessario.
Poi impiatto, stendendo una base di pesto di melanzana e (con l'aiuto di una ciotolina della forma desiderata) una cupoletta di miglio sopra.
Et voilà!!! Leggero, nutriente, vegan e gluten free!!!
Questo piatto è in onore alla festa di Lughnasad (o Lammasa), dedicato al primo raccolto (di cui parla con molta poesia l'amica Edera)

Buone magie a tutti!