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domenica 21 dicembre 2014

Il pane per Yule

La notte del sol-stitium invernale è la più lunga dell'anno. E' il momento in cui l'scurità trionfa, ma in realtà si prepara già al cammino che terminerà con il pieno della luce...
La parola Yule si pensa derivi da una parola sassone che significa "ruota" e che quindi indicava chiaramente un punto importante e definitivo nella Ruota dell'Anno.
In questo periodo venivano celebrati gli spiriti dei boschi e gli alberi venivano portati nelle case e decorati con pane, noci e frutta, ma anche candele e nastri colorati, per propiziarsi l'abbondanza e la benevolenza degli spiriti stessi.
Con l'avvento del Cristianesimo, la Chiesa ha voluto sostituire ogni festa "pagana" con una cristiana e ha posto come data di nascita di Gesù la notte tra il 24 e il 25 dicembre, a ridosso del solstizio d'inverno e notte in cui i Sassoni celebravano la loro Modranect (che significa "la notte della Madre" ed era la celebrazione della nascita del Sole solstiziale; il giorno seguente era per festeggiare la Dea!!!)
Quindi Yule coincide con Natale: rappresenta la rinascita della Luce, che pian piano riprende il suo cammino passando per la rinascita della Natura e l'equinozio di Primavera e raggiungendo nuovamente il suo apice nel solstizio d' Estate... in un cerchio eterno e perpetuo...
Ho già scritto le mie riflessioni sulla festa del Natale qui... e per altre informazioni riguardo a Yule, invito caldamente a leggere qui, qui e qui... ^_^
Io voglio proporre la ricetta del mio pane per Yule... Un pane rotondo, naturalmente, con una dedicazione speciale...
Ingredienti:
300 gr di farina di farro integrale
100 gr di farina d'avena
100 gr di farina di riso integrale
300 gr di pasta madre di segale
300 ml di acqua tiepida
20 gr di sale alle erbe
4 cucchiai di olio e.v.o.
facoltativi: 1 cucchiaio di semi di girasole, di zucca, di sesamo e 1/2 di papavero
Procedimento.
Come sempre, miscelare le farine i semi, il sale e poi l'olio e lavorare un po' con le mani; aggiungere l'acqua e amalgamare. Quindi aggiungere la pastamadre appena rinfrescata e lavorare il tutto aggiungendo tanta farina quanta ne basta per avere una palla omogenea ed elastica.
Porre nella teglia rotonda e mettere a riposare coperto con un telo e poi una coperta in luogo caldo (anche nel forno con la sola luce accesa va bene!) per almeno 5 ore.
Riscaldare il forno con una ciotola d'acqua nella parte bassa. Incidere le rune per Yule...
Infornare per i primi 20 min a 220°C, poi a 200° per altri 30/35 min. Sfornare e lasciare raffreddare.
La magia degli ingredienti: la farina di farro è legata al Sole (é la sua celebrazione, no?), quella di riso (legata alla Luna) e di avena (legata a Venere) sono due aspetti del principio femminile. I semi rappresentano ciò che viene seminato in terra e che riposerà fino a Primavera e poi le rune:



Uruz, la forza primigenia, da cui tutto ebbe origine e che sempre si rinnova,

Fehu, simbolo dell'abbondanza, in qualunque ambito la si chieda,

Berkana, indica il principio femminile che da sostentamento e la rinascita,

Sowelo, enrgia del Sole e principio di Vita, in ogni senso e ad ogni livello.











 Solo ora, guardando le foto, mi sono resa conto di non aver inciso Fehu, bensì...

Ansuz, che è una runa messaggero e chiede si faccia attenzione ai segnali che ci si presentano:
ci si può aspettare di guadagnare saggezza...
Forse l'ho incisa inconsciamente per questo!!! ^_^

E con il fuoco della nostra Lucilla vi auguro un felice Yule!!!
Buone magie a tutt*

sabato 13 settembre 2014

mercoledì 4 giugno 2014

Sambuco magico

C'è un albero di sambuco che dà al di qua del muro di cinta e che già da qualche anno (da quando mi occupo di magia in cucina!!!) ha destato la mia gratitudine per i suoi meravigliosi fiori...
Si trova in un giardino incolto e abbandonato, ma i suoi rami confinano con il mio ed io posso tranquillamente, e senza fatica, raggiungerli per raccogliere coscientemente i suoi doni offerti con Amore e trasformarli in delizioso sciroppo.
Una delle tradizioni contadine legate al sambuco e alle sue proprietà medicinali era quella di inginocchiarsi sette volte di fronte alla pianta, perché sette sono le parti del sambuco utilissime per la cura dell’uomo: i germogli, le foglie, i fiori, le bacche, la corteccia, le radici e il midollo. I germogli sono utili per calmare la nevralgia, preparati in decotto consumato caldo. Le foglie curano le malattie della pelle, se applicate come impacchi, ma possono anche calmare il dolore e l’infiammazione di scottature e ferite e insieme ai fiori curano le emorroidi e gli ascessi.
I fiori, invece, sono un ottimo depurativo e diuretico, possono essere adoperati per contrastare il raffreddore e le malattie invernali quali influenze e febbri lievi (sono febbrifughi, rilassanti e stimolano la sudorazione), e sono un buon rimedio contro i geloni e la bronchite. Inoltre sono disintossicanti, curano gli occhi (irritazioni e orzaiolo) e, se usati in lozione, rendono la pelle morbida.
Le bacche curano le infiammazioni di bronchi e polmoni, se consumate in sciroppo; sono ricche di vitamine e quindi utili per prevenire raffreddamenti invernali, rinforzano il sistema immunitario e, sempre consumate in sciroppo, curano le infezioni. Inoltre sono lievemente lassative e quindi ottime contro la stitichezza.
La corteccia, similmente alle bacche, è lassativa, ma può essere anche emetica (favorisce il vomito), a seconda della quantità ingerita. Posta fresca sugli occhi cura le irritazioni.
La radice bollita e pestata cura la gotta e, infine, il midollo, ridotto in pappa e unito a farina e miele, lenisce il dolore provocato dalle lussazioni.
Il nome greco del sambuco significava “nutrimento di Demetra", mentre il significato latino  ha invece un’altra origine: da sambucus, che richiama la sambuca, una macchina da guerra triangolare (una sorta di ponte levatoio che veniva utilizzato durante gli assedi), in uso nel Medioevo, ma  indicava anche un piccolo flauto, ancora oggi facilmente realizzabile con un ramoscello di questa pianta priva del midollo interno.
In Bretagna, Danimarca, Russia e altri paesi, questa pianta veniva utilizzata per proteggere le case dai malefici; ma poteva anche attirare i poteri maligni, per esempio se veniva bruciato dall’uomo.
In molti paesi e culture, soprattutto celtiche e nordiche, esso era considerato una delle maggiori rappresentazioni della Grande Madre perché si diceva che il suo divino potere femminile scorresse nelle dure vene legnose della pianta e la rendesse quasi un essere animato che incuteva non poco timore.
I suoi colori mostravano soprattutto la Dea nel suo triplice volto, in cui i fiorellini delicati, profumati e bianchi rappresentavano la Fanciulla Vergine, il verde dei rametti e delle foglie la Madre rigogliosa e le bacche nero violacee la Strega oscura. Ma nonostante questo, secondo le tradizioni, era l’aspetto più potente e incontrollato della Strega a prevalere nel sambuco, a tal punto che si credeva che l’albero non fosse realmente tale, ma una strega trasformata in albero, o un qualche simile essere inquietante e pericoloso.
Per questo il sambuco era associato all’oscurità, alla magia, alla divinazione, ma anche al viaggio verso le profondità della terra bruna e, in particolar modo, alla morte: infatti il profumo dei fiori si diceva che portasse nell’Altromondo...
Il sambuco era dunque considerato dagli antichi una Porta di Morte, ma anche di rigenerazione e nutrimento, dato che ogni sua parte recava aiuto all’uomo contro malesseri e malattie e le sue bacche erano fonte di cibo .
Nel calendario arboricolo celtico, il sambuco è l’albero del tredicesimo mese, l’ultimo del ciclo, il cui apice corrispondeva al Solstizio d’Inverno e quindi al buio peggiore, alla sterilità e al freddo
Lo stesso numero tredici simboleggia la fine di un ciclo, ma anche l’Iniziazione e la rigenerazione, tutti poteri insiti nello spirito del sambuco e connessi alla sua natura oscura.
Sulla scìa di tutte queste informazioni (ma anche altre che si possono ritrovare nel web), mi sono dedicata alla preparazione dello sciroppo coi suoi fiori, che (guarda il Caso...) sono bianchi come quelli dell'acacia, delicatissimi, profumatissimi, commestibili e dalle mille proprietà...
L'anno scorso avevo anche fatto la marmellata... Quest'anno non ho avuto abbastanza tempo!!!
Ma voglio postare entrambe le ricette, poichè sono due preparazioni ricche di proprietà importanti!!!
Per lo sciroppo:
6 fiori maturi di sambuco
3 limoni bio lavati bene
1 bicchiere di aceto di mele oppure 30 gr di acido citrico (si acquista in farmacia)
1 kg di zucchero di canna bio (io ne ho messo solo 500 gr)
1 litro d’acqua
Procedimento.
Mettete i fiori non lavati (controllate che non abbiano qualche insettino e raccoglieteli  in un luogo lontano dal traffico) in un recipiente, aggiungeteci l’acqua, i limoni tagliati in 4, lo zucchero e l’aceto.
Chiudete il recipiente e agitatelo bene per qualche secondo.
Lasciate riposare per 3 giorni in un luogo fresco mescolando almeno una volta al giorno (se fa tanto caldo lasciate a riposo solo 2 giorni per evitare che fermenti).
Il terzo giorno prendete con le mani i fiori e i limoni e strizzateli bene. Prendete una garza, mettetela in un colino e filtrate il “succo” ottenuto. Mettetelo in una pentola capiente e portate ad ebollizione per 5 minuti. Imbottigliate e una volta raffreddato tappate. Questo sciroppo, avendo l’aceto, si manterrà a lungo in frigorifero almeno 3 mesi; se si metterà l’acido citrico, potremo gustarlo anche d’inverno, poiché durerà almeno 6 mesi...

Per la marmellata:
1 Kg di Mele già pulite
300 gr di zucchero (per me di canna bio)
100 ml di succo di mele bio
1/2 stecca di vaniglia (facoltativo)
un'abbondante manciata di fiori di sambuco
Procedimento.
Mettete in una pentola le mele tagliate a pezzetti e lo zucchero (più i semini di vaniglia se li mettete). Cuocete fino a che il tutto si è ridotto a composta, quindi aggiungete i fiori “sgranati” e puliti.
Cuocete finché avrà la consistenza desiderata. Versate in vasetti sterilizzati ancora bollenti e capovolgeteli, coprendoli con un telo, fino a che saranno raffreddati. Conservate in un luogo fresco ed al buio preferibilmente. Si conserva 6 mesi.

Buone magie a tutti!!!
^_^ 

sabato 3 maggio 2014

Vino magico di Beltane

Eh sì!!! Sono ancora sotto l'influsso magico dell'acacia!!! E sulla scìa delle ricette trovate qui, ho preparato un vino aromatizzato con i suoi fiori e con fragoline di bosco (comprate, purtroppo!!!).
Stappata una bottiglia di Verduzzo (o un altro bianco frizzante ma non dolce), ho messo a macerare in una caraffa a chiusura ermetica i fiori di 3 grappoli di acacia e una manciata di fragoline di bosco.
La valenza magica di questa bevanda è data da questi fiori (simbolo dell'immortalità e anche della purezza, dato il loro candore), che insieme a queste fragoline (dono del bosco) la rendono ottima da bere in compagnia dell'amato (o di chi vorremmo che ci amasse) in occasione della festa di Beltane (per la quale rimando qui).
Pura magia di bollicine... romantiche e allegre... tutte da condividere...
Altre ricette per Beltane qui
Buone magie a tutt*!!!
^_^

giovedì 8 agosto 2013

Torta di pesche con farina di riso integrale e miglio, senza zucchero e senza uova

Ieri era il mio compleanno e per l'occasione ho preparato questo dolce leggero, quasi etereo...
L'ho voluto così per il mio bisogno di staccarmi per un po' dai cereali della famiglia del frumento, perchè ultimamente io e mio marito abbiamo notato un gonfiore addominale che ci infastidisce (e non per una questione estetica... ma di salute reale!). Così ho pensato di togliere il glutine per almeno un mesetto dalla nostra dieta, per vederne gli effetti... aiutati nche dal fatto che il mulino, da cui compro il farro da macinarmi in casa, è chiuso fino a fine agosto!!!
E ieri, essendo un giorno "speciale" in famiglia, ha visto la preparazione di un menù speciale:
  • orate al forno
  • anelli di totano in umido
  • e questa torta...
Ingredienti:
200 gr di farina di riso integrale
50 gr di farina di miglio
100 gr di margarina di soja (o di burro bio)
200 ml di panna bio
4 cucchiai circa di marmellata di pesche senza zucchero
1 banana matura
1 pesca matura ma soda
1 cucchiaio di miele (io ho usato quello d'arancio)
1 bustina di cremortartaro
1 pizzico di sale

Ho miscelato le farine (prodotte fresche con il mio mulino magico casalingo), il lievito e il sale.
Ho lavorato con la margarina, quindi ho aggiunto la banana frullata (la cui consistenza sostituisce le uova!)e poi la panna montata un poco con il miele.
Ho acceso il forno a 200°C con una ciotola d'acqua all'interno; ho messo il composto nella teglia rotonda, ho livellato, ho distribuito la marmellata sulla superficie e poi le fettine di pesca.
Ho infornato per 40 min circa 180° e ho lasciato raffreddare bene prima di gustare.

Ho usato farina di riso (integrale, naturalmente) poichè questo è il cereale della Dea, legato alle Acque, alla Luna e alla Femminilità; la farina di miglio, perchè ieri era mercoledì e questo è il cereale di Mercurio; il miele, simbolo "del nutrimento che viene dalla Natura e dalla Madre Terra, della ricchezza materiale, ma anche della ricchezza interiore, della dolcezza e dell’amore che desideriamo e che dobbiamo concederci per primi; e, infine, per la sua valenza simbolica di cibo adatto agli dei, riconoscendo il valore sacro della nostra persona nell’assumerlo."
Ho utilizzato la panna per la sua parte di grassi che fanno bene, proteine e come simbolo della maternità (la mucca e il suo vitello, simbolo di madre e figlio).
Purtroppo non sono riuscita a fare alcun rito per Lughnasah, ma è bello sapere di essere nata a ridosso di una festa così bella, una dei momenti più significativi dell'anno magico...

Ho cominciato ad approfondire lo studio sulle rune... E' un mondo affascinante e meraviglioso...

Buone magie a tutti!!!



domenica 5 maggio 2013

Torta salata con farina di miglio e ricotta al tandoori

In questo periodo sto sperimentando un'alimentazione che non ecceda con il glutine e soprattutto che sia il più possibile integrale. 
Mercoledì era il 1° maggio ed ho voluto preparare qualcosa che mi mettesse in connessione con le forze di Mercurio e che, al tempo stesso, fosse una celebrazione per Beltane, il sabbat che ci connette con l'unione, del dio e della dea, che darà buoni frutti: dunque celebrazione dell'abbondanza che verrà con l'Estate.
Ecco la mia ricetta:
100 gr di farina di miglio
50 di farro integrale
9 gr di cremortartaro
10 gr di sale alle erbe (o sale integrale) 
mezzo bicchiere d'acqua a temp ambiente
200 gr di ricotta di capra
sale alle erbe qb
1 cucchiaino di tandoori*
1 uovo (facoltativo) di gallina "felice" (o quantomeno allevata a terra!!!)
3-4 cucchiai di latte vegetale
erbette o coste qb già cotte (magari a vapore...)
contorno di erbe a piacere
Prepariamola: in una terrina mescoliamo le due farine con il sale e il lievito e aggiungiamo l'acqua, amalgamando poi il tutto (prima con la forchetta e poi con le mani) fino ad avere una bella palla omogenea e liscia (aggiungiamo farina di farro se serve, anche per il piano da lavoro!), che lasceremo riposare un poco.
Intanto mescoliamo la ricotta con il latte (io ho messo il mio d'avena autoprodotto), il sale, l'uovo (se lo volete) e il tandoori, fino ad avere una crema omogenea e morbida.
Passo in padella le coste o erbette, nella quantità che decido, per qualche istante con un cucchiaio d'olio evo.
Accendo il forno a 200°. Stendo l'impasto e lo metto nella teglia per la mia torta salata, aggiungo le mie erbette (disponendole in modo equo sulla superficie) e poi la crema di ricotta.
Abbasso a 180° e inforno per circa 30-35 min. Quindi impiatto con delle verdure a piacere. 
Io mercoledì avevo preparato delle erbette spontanee raccolte alla mia vigna: noi veneti le chiamiamo bruscandoli, ma (qui potete avere altre informazioni)...
 (foto dal web)
Hanno un sapore simile agli asparagi selvatici e cotti a vapore e poi passati in padella con un goccio d'olio evo crudo sono una delizia che non dovreste perdervi, poichè come tutte le erbe spontanee primaverili hanno in sè le sostanze che ci aiutano a depurarci dalle tossine invernali.
*Il tandoori è un masala (cioè una miscela) di spezie usato per un piatto tipico indiano, ma che io utilizzo anche nell'insalata, perchè mi piace parecchio!
(foto dal web)
Volendo si può fare anche in casa (qui la fonte): mettete tutto in un macinino e riducete in polvere. Potete anche tostare leggermente i semi, ma non le polveri. Quello che avanza tenetelo in una bottiglietta ben chiusa al buio:

  • 4 cucchiai di paprica dolce (o polvere di Kashmiri chili che dà il bel colore rosso squillante)
  • 3 cucchiai di semi di coriandolo
  • 1 cucchiaio di semi di cumino
  • 1 cucchiaino di semi di fieno greco 
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere 
  • 1 cucchiaino di semi di finocchio 
  • 1 cucchiaino di pepe nero macinato
  • 6 chiodi di garofano
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere [ma anche fresco pestato va bene da aggiungere solo al momento dell'uso]
  • 4 bacche di cardamomo verde - prendete solo i semini 
  • 1 cucchiaino di polvere di mango acerbo [amchoor]  
Io l'ho acquistata al supermercato, ma ci ho aggiunto la paprica per avere quel tocco in più e il suo colore acceso caratteristico. Guardando un po' nel web, ho visto che non c'è una ricetta fissa (un po' come succede per il curry, credo ne esistano diverse versioni personalizzate da chi le prepara, magari con ricette di famiglia) ma comunque con ingredienti comuni: il cumino, lo zenzero, il pepe nero, il coriandolo, l'aglio e il peperoncino. In quella che ho acquistato c'è anche la curcuma (una delle mie spezie preferite e una delle più magiche per le donne dell'India).
Da un punto di vista "magico", quasi tutte le spezie hanno la funzione o di antipiretici, o di antinfiammatori o semplicimente di alzare le difese immunitarie, per difendere il corpo "fisico" dalle malattie...
Ci sono spezie, però, alle quali ci si affeziona particolarmente... forse per istinto, forse... per un connessione ad usi fatti in altre vite... Per me la curcuma è una di queste!!! Al di là delle sue molteplici proprietà , il suo colore caldo, il suo aroma mi danno vibrazioni intense e, come fanno le donne indiane, quando la uso me ne metto sempre un poca sopra il 6° chakra... Chitra Banerjee Divakaruni cita nel suo libro “La Maga delle spezie” : ”Sollevando il coperchio del contenitore accanto alla porta della bottega, se ne percepisce subito l’odore, anche se ci vuole un attimo prima che il cervello ne registri l’aroma sottile, lievemente amaro come quello della nostra pelle, e quasi altrettanto familiare. Accarezzatene la superficie con la mano, e la serica polvere gialla vi infarinerà il palmo e i polpastrelli. Polvere d’ala di farfalla. Avvicinate la mano al volto. Strofinatevi le gote, la fronte, il mento. Non abbiate timore. Per millenni prima dell’inizio della storia, le spose e le fanciulle che aspiravano a maritarsi hanno fatto lo stesso. Imperfezioni e rughe scompariranno, grasso e segni del tempo saranno spazzati via. Per giorni, in seguito, la pelle brillerà di un pallido bagliore dorato”. (altre info qui)
A Beltane, (Calendimaggio) inoltre, inizia la seconda parte del cammino dell'anno, quella che gli antichi chiamavano fase coagula, cioè dopo aver rese fluide, rinnovate, disponibili le nostre potenzialità ed essersi cimentati in nuovi cammini, ora si tratta di consolidare i risultati raggiunti, onde poter ambire a più elevati traguardi sia nell'ambito spirituale che in quello materiale (fonte)...
Dedichiamoci quindi alle nostre passioni con consapevolezza e intenzione, facendoci aiutare il più possibile dai doni della Natura!!! Il cibo non è solo alimentazione, ma anche e soprattutto nutrimento per l'Anima!!!
Buone magie a tutti!!!

domenica 28 aprile 2013

Il mio "Pane dell'Abbondanza"

Questo è un pane pieno di magia e significati relativi all'abbondanza (di ciò che si desidera...).
Con il mio portentoso mulino casalingo ho macinato farro e riso integrali per avere farina fresca e piena di vita, ho aggiunto la mia pastamadre di segale e ho ripetuto il mio mantra personale impastando con attenzione e consapevolezza ("Amore, Abbondanza, Salute e Gioia a chi si ciba di questo Pane!!!"). Infine, oltre a dargli una forma circolare,  ho inciso dei simboli runici.
Ma... ecco gli ingredienti:
300 gr di farina di farro integrale
150 gr di farina di riso integrale
300 gr di pastamadre di segale appena rinfrescata
5 cucchiai di olio evo
15 gr di sale ( meglio se integrale o alle erbe)
250 ml circa di acqua tiepida
2 cucchiai di semi di girasole e 2 di sesamo non tostato
Come fare: mescolare le due farine con il sale e i semi; aggiungere l'olio e lavorare con le mani; aggiungere piano l'acqua e amalgamare un poco, poi unire la pastamadre, lavorando bene e aggiungendo altra farina, quanta ne basta per avere una palla liscia ed omogenea. Ora dividere l'impasto secondo le forme che si vogliono ottenere (io ho fatto una focaccina rettangolare e questo pane rotondo) e mettere a lievitare per almeno 5/6 ore comperto e in luogo tiepido (dentro il forno spento con la luce accesa va benissimo, visto che non fa ancora caldo!!!). Quindi incidere la superfice con i simboli desiderati e infornare nel forno già caldo a 220°C per i primi 20 minuti, poi abbassare a 200°C per altri 35 minuti. Sfornare e porre su una gratella per lasciare intiepidire.

Ho utilizzato la farina di farro, perchè è il cereale influenzato dal Sole, pianeta che sottende all'energia e al principio maschile, nonchè polarità primaria di Vita sulla Terra, quella di riso,  influenzato invece dalla Luna, forza soggetta al principio femminile e pertanto complementare di quella maschile) e la segale della pastamadre è il cereale del pianeta Giove, padre degli dèi e corpo celeste cui è dedicato il giorno di Giovedì (25 aprile), ma secondo la tradizione anglosassone è il giorno di Thor (Thursday) e ciò concorda con le rune che ho inciso, di derivazione germanico-vichinga.
Le rune mi attirano molto in questo periodo... Quelle che ho inciso simboleggiano: fertilità, capacità di completare un ciclo e iniziarne un altro, conoscenza e sicurezza, forza vitale, istinto primordiale che vince ogni forza distruttiva, guadagno, capacità di ascoltare le proprie intuizioni, fiducia nelle trasformazioni e energia solare-guida spirituale.

Questo pane è stato condiviso con un gruppo di amici che ci hanno invitati a partecipare ad una cerimonia per l'Abbondanza tenutasi il 25 aprile, in cui la Luna piena e l'eclissi sono coincise con la festa di Wesak di quest'anno (anche se non è questa la festa per cui ci si è riuniti!).
Li ringrazio tutti  e ringrazio l'Universo per averli incontrati!!!

Buone magie a tutti!!!

lunedì 4 febbraio 2013

La mia "torta del Risveglio"

I miei rituali per Imbolc sono stati utili per preparare il terreno (etereo) in casa nostra e cominciare a pensare al risveglio primaverile che da ieri è più concreto, con il suo primo Sole...
Perciò, avendo curiosato qua e là e avendo trovato questa splendida ricetta, non ho saputo resistere e l'ho personalizzata, rendendola più semplice e veloce, anche per farla a mangiare al monello di casa... Ecco come:
300 gr di farina di farro integrale appena macinata
60 gr di margarina di soja
2 uova (di galline felici)
2 cucchiai abbondanti di miele d'acacia
2 mele rosse
1 bustina di cremortartaro
250 ml di latte di soja
mezza stecca di vaniglia
pizzico di sale fino
2 cucchiai di zucchero di canna (meglio se integrale)
succo di mele q.b.
spolverata di cannella
un pezzetto di zenzero fresco
Sbucciare le mele e tagliarle a tocchetti e metterle in una ciotola con tanto succo di mela, quanto basta per coprirle, il pezzo di zenzero tagliato grosso e la cannella. 
Nel frattempo scaldare il latte di soja in cui avremo messo i semini della vaniglia e la stecca stessa, portandolo a bollore, quindi segnere e metterci il miele, mescolando un poco.
miscelare la farina con il lievito e il sale (senza metterli vicini però!) e aggiungere la margarina, poi lavorare il tutto con le mani (come quando si fa la crostata, per intenderci). Quando è tutto omogeneo, aggiungere il latte, togliendo la stecca, e le uova, mescolare bene e poi mettere le mele a tocchetti scolate del succo. Mescolare nuovamente con cura dal basso verso l'alto e porre nella teglia della forma desiderata (meglio rotonda, ma...) e distribuire lo zucchero che creerà il caramello sopra...  Infornare in forno già caldo a 180° per 40 min circa; dopo la "prova stecchetto" per vedere se è pronta, sfornare e raffreddare un poco su una gratella prima di godersi la prima fetta... accompagnata dal succo di mela filtrato e scaldato!!!

Le uova sono in tutte le culture simbolo di rinascita, le mele rappresentano la conoscenza, zenzero e cannella svolgono la loro funzione di "protettori" nella stagione che si appresta ad incominciare, poichè ai primi soli, siamo subito pronti a spogliarci e per questo soggetti agli attacchi degli ultimi colpi del vento freddo che qualche volta ancora ci prova... ma noi celebriamo la Primavera che si appresta a tornare e la accogliamo a braccia aperte con tanta voglia di calore e colore!!!

Bentornata, Luce!!!

E buone magie a tutt*!!!